Copio e incollo l’affetto, la stima e la carica che il cuore pulsante della sinistra mi ha espresso in queste ore…
Grazie di vero cuore a tutti.
Caro Patrizio, non conosco al meglio le vicende della zona orientale e quindi non sarebbe serio esprimere considerazioni nel merito. Rilevo che in tutte le municipalità ci sono enormi incomprensioni e disagi rispetto ai quali non mi pare ci sia un atteggiamento di ascolto. In particolare un consistente numero di consiglieri (ovvero coloro che lavorano sui territori in virtù del consenso che è stato loro accordato, che poi è in buona parte il consenso di SEL) esprime un aperto dissenso con la dirigenza del partito. Ma questi problemi (la distanza base-dirigenza e la mancata rappresentanza all’interno degli organi del partito di coloro che all’esterno lo rappresentano) non sono nemmeno i più gravi perchè ciò che davvero sconcerta è che a fronte di tutto ciò non si muove una foglia, non si prende la via di aprire un dibattito, non si cambia un equilibrio nemmeno se casca il mondo! Per piacere, tienimi aggiornato. Ti abbraccio
Francesco Esposito Cons Sel 1° Municipalità
Espirmo il mio sostegno al compagno di SEL Patrizio Gragnano, consigliere della VI Municipalità, che ha avuto la forza e il corraggio di realizzare un passo decisivo e importante: abbandonare il gruppo consiliare pur rimanendo nel partito. E’ indispensabile che i dirigenti di SEL si rendano conto di tutto quello che sta succedendo. Non possono continuare ad arroccarsi in una babele dorata fingendo che nulla esista.
Francesco Donzelli Cons SEL 4° Munipalità
Ho letto con attenzione il documento di Patrizio. Non è una buona notizia! Mi dispiace e vorrei capirne di più. Vorrei che un apposito tavolo cittadino di Sel possa discutere del tema decentramento e dei rapporti tra i gruppi consiliari municipali e comunale ed il partito. Diciamo che uno scambio di idee non guasterebbe.
Mario Coppeto Presidente 5° Municipalità
Patrizio ho letto la nota mi dispiace penso che dobbiamo lavorare per ricucire questo strappo.
Tonino Scala dirigente SEL
Ah!….
Maria De Marco già assessore Municipale
mamma mia…che fine. tieni duro compagno
Luca Simeone gia Vice presidente Municipale
quella sottospecie di “accordo” è inconcepibile. L’indipendenza degli eletti è indispensabile nell’azione quotidiana. Il circolo ha il compito di sostenere e spronare l’azione dei consiglieri ma non può in nessun modo vincolare la loro azione, se non in caso di palese violazione dello statuto e della mission del Partito.
Credo sia giusto (ri)discutere di questo atto strampalato con il gruppo dirigente cittadino.
Mauro Morelli consigliere SEl
Bravo Patrizio non mollare sei l’esempio esatto di politica e non possiamo perderti !!!!
Rosa orlando ass. Nu mare e Musica
Ho letto con grande attenzione quanto hai scritto. Un’analisi dettagliata e ampiamente argomentata. Non entro nel merito ma immagino sia stata una scelta non facile e accompagnata da grande amarezza. Mi sembra comunque di cogliere “intatta” la tua voglia di continuare ad esserci e soprattutto a credere nel progetto politico di Sel. Spero e ti auguro che tu possa farlo.
Anna Iaccarino dirigente comune di Napoli
”Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati” diceva Bertolt Brecht, ad un certo punto persino quel posto ci è stato tolto. Caro compagno, ne abbiamo avuti di scontri anche aspri sino alla rottura dei rapporti personali, ma al centro c’è sempre stata la politica e alla base il mio contrasto e la tua difesa della linea di subalternità dell’allora dirigenza del prc al centro sinistra. Non molto è cambiato da allora, le persone sono sempre le stesse, con un vestito diverso, l’unica cosa più fastidiosa e dolorosa per me è il doverti rammentare che “te l’avevo detto”. Il problema non è più legato al cambio di rotta bensì al cambio di persone, se ciò non accade non si va avanti (termine che dovrebbe essere caro e prezioso per i socialisti) ma solo a ritroso (termine molto caro ai moderati e ai finti riformisti). Bentornato nel mondo degli umani, che a differenza dei pesci che possono solo guardare di lato e delle mosche che guardano dappertutto, noi possiamo solo guardare avanti. (quest’ultima l’ho copiata dall’ultima scena di caterina va in città, grande film)
Nicola Di Vaio già segretario del circolo PRC “Pier Paolo Pasolini” Barra
Ciao Patrizio, anche se non siamo mai stati in sintonia, volevo farti sapere che condivido la tua scelta. Anche noi come gruppo di giovani siamo usciti, in modo silenzioso, da questo pasticcio di SEL della zona orientale senza che nessun dirigente se ne fregasse. Io come te continuo ad essere iscritto al partito ma con i dirigenti attuali e con le logiche di potere portate avanti nella zona orientale non è più possibile militare e fare politica. In bocca al lupo.
Michele langella circolo SEL Marx San Giovanni
sai quanto ti stimo.Sono a tua completa disposizione.
Gianni Marino Consigliere Comunale SEL San Giorgio a Cremano
Ho letto della tua decisione e dei motivi che ti hanno mosso. Trovo, se posso permettermi, da occhi esterni, ma non troppo (perchè ho visto te ed il Circolo da vicino) delle mancanze reciproche. Sel, da come ho capito, raccoglie ex verdi (cattolici-clericali conclamati) ed ex comunisti (spesso molto clericali, purtroppo). Due partiti in via di estinzione che avevano bisogno di allearsi per avere ancora Potere. Le due anime, però, non riescono a convivere, a comprendersi. La stessa cosa l’ho vissuta nel Pd, dove i comunisti si chiamavano compagni in modo orgoglioso e i democristiani quasi ci schifavano. Mi auguro che il tempo e i confronti riescano ad appianare e migliorare le cose. Gli argomenti da porre e da discutere sono tanti, forse troppi…
Selenia Ragni circolo SEL Barra
era ora….meno male che ti sei deciso
Salvatore Caruso circolo SEL Pier Paolo Pasolini Barra
Auguri Patrizio, certo è un momento difficile per chi come noi ha creduto in certi ideali, ai quali siamo legati. Crederci ancora, è importante, e puoi farlo ancora al di la della “maglietta” che si indossa.
Armando Simeone








Ritengo che tu sia una risorsa importante che un partito che vuole crescere non puo’ permettersi di perdere.