Un pezzo di Napoli est incontra il sindaco

Sono le 14 e 15 quando siamo già raccolti sotto Palazzo San Giacomo per l’appuntamento con il sindaco previsto per le 14 e 30. Arriviamo alla spicciolata io, Raffaele Esposito del comitato di “quartiere Barra”, Giovanni Savino della ccop inlusio con il suo inconfondibile stile bhoemien , Ci sono i ragazzi di Libera e , come sempre di corsa con il clessico capello da casco, i due più giovani della compagnia, Vincenzo e Pasquale di Terra di Confine.

centro polifunzionale di Barra

Dopo qualche minuto ci raggiunge Antonio Borriello, il consigliere comunale del PD che ci ha fissato l’incontro, è si và , un pò di corsa perche ci dicono che il sindaco è uno preciso. Superati i convenevoli per l’accesso ai non istituzionali al “palazzo”si sale e ben presto mi rendo conto che a guardarci siamo molto lontani dallo stereotipo dei tipi che in genere frequentano i palazzi del potere. Io e Borriello siamo gli unici a portare la giacca, e anche se il fatto di non portare la cravatte ed avere l’orecchino mi rende meno a disagio, siamo in netta minoranza in fatto di formalità. Arrivati fuori la stanza del sindaco,mi accorgo subito che la segrertia di De magistris è fatta esclusivamente di 30 enni ai quali mi viene spontanenamente di dare del tu.

Visto le dimensioni della delegazione, ci dirottano verso la sala giunta dove dopo qualche minuto arriva il sindaco. Si scusa per il ritardo e si siede di fronte a noi visibilente curioso di ascoltare. Rompiamo il ghiaccio io e Borriello ricordando al sindaco che dopo i fatti della festa dei Gigli , nella riunione collaterale al comitato di ordine e sicurezza , emerse l’esigenza di recuperare al territorio il polifunzionale di piazzetta bisignano. Gli mostriamo le foto dal mio I.Phone e lui è icuriosito comincia a fare domande sulla dimensione e i costi per riattarlo. Poi attaccano a parlare i ragazzi. Quelli di Libera, poi Giovanni che descrive le loro attivtà , la scuola di arti di strada e come ci si inventa gli spazi ad est della città. E infine i giovanotti di T.d.C. che in pochi secondi riescono a sintetizzare le decine di cose che riescono a fare praticamente autofinziandosi tutto da soli.

Dopo una buona mezzora di discussione in cui subito saltano le formalità e si comincia a discutere a ping pong , alternando idee e proposte , Il sindaco che sembra il più ansioso di tutti si impegna a lavorare sin da lunedi alla cosa. Ci suggerisce di provare a tirare dentro la camera di commercio e la prefettura e ci chiede subito di vedere al più presto le carte per iniziare l’iter. Dopo quasi 40 minuti lasciamo la sala giunta soddisfatti ma consci del fatto che siamo appena all’inizio del cammino, ma di buono c’è sicuramente che l’aver avuto cosi tnata disponibilità non può che essere un buon inizio.

Qualcuno obietta che forse quella struttura andrebbe abbattuta, che i soldi andrebbero spesi in un altro modo, io invece ritengo che recuperare il polifinzionale non è solo un atto di buona amministrazione ma è un simbolo. Ridare vita a una cosa che la camorra ed il degrado vuole cancellate, è una reazione che lo stato deve dare. Per questo ritengo che su questa battaglia val la pena di spendersi sino in fondo per riaprire la struttura e poi una volta apeta, lì vanno sperimentate nuove forme di autogestione da parte della parte migliore del nostro territorio.

3 Comments

  1. Giovanni scrive:

    Gentile Patrizio, sono Giovanni Fusco del Comitato di Quartiere di Barra, di cui sei sicuramente a conoscenza.
    Sono senz’altro contento di questa vostra iniziativa e dell’incontro con il Sindaco, ma mi spiace del fatto che vengano presentate persone, quali Raffaele Esposito, come facente parte del Comitato di Quartiere di Barra, quando in realtà il suddetto non è più parte attiva di tale gruppo da diversi mesi.
    Ovviamente credo che ognuno sia libero di presentarsi come meglio crede, in quanto noi del Comitato non avendo uno statuto, ma essendo cittadini liberi che LAVORANO da più di un anno in maniera costante e senza alcun altro fine se non quello del bene del quartiere e dei cittadini tutti, non possiamo arrogargi il diritto d’avere l’unicità del nome di Comitato di Quartiere, ma è a dir poco scorretto che si agisca in questo modo, ingenerando anche nei cittadini una sorta di confusione di riferimento.
    Certo che tu vorrai specificare e chiarire la confusione che potrebbe nascere, aspetto una risposta.
    Grazie per l’attenzione.

  2. Giuseppe Formisano scrive:

    Mah, che dire, torniamo indietro di dieci anni, caro Patrizio ti chiedo come è stato possibile costruire ponti “Via Repubblica Marinare” per miliardi di lire e demolirli per milioni di euro, oppure costruire strutture per centinaia di migliaia di euro “Bibiani, ville Comunali, strade, e il famoso “per Te” il polifunzionale di piazzetta bisignano, per poi dimenticarlo in mano alla camorra, oggi dopo anni che fai incontri Luigi per dirgli cosa, che ne pensi “la vogliamo recuperare la Legalità”, con amicizia. Giuseppe Formisano

  3. Caro Giovanni ,non conosco come siete organizzati come comitato e francamente non sono tenuto a saperlo, quando abbiamo costruito l’incontro con il sindaco lo abbiamo fatto con i partecipanti del precedente incontro dopo la festa dei gigli. Lì c’erano sia romano marino che Raffaele Esposito che oltre a dare un contributo hanno avuto il coraggio di dire no alla camorra in modo chiaro e pubblico. Apprezzo molto il ruolo dei comitati civici e vi rispetto, ma mi sarei aspettato domande e suggerimento sul cosa fare e su come si possono unire le forze per migliorare la qualità della vita del luoghi in cui viviamo. Io non guardo le etichette ma i contenuti e sù quello sono pronto ad aprire un confronto già da lunedì. Se ho sbagliato a leggere qualche etichetta sono pronto a chiedere scusa, ma credo che questo interessi davvero a pochi…

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