Quando sentimmo nominare per la prima volta il nome del Sig Rossi, così si definisce su fb l’ex presidente di Asia, pensammo in tanti che la scelta di affidare l’Aasia a lui sarebbe stata per tutti una buona notizia. Le magnifiche sorti e progressive cominciavano a schiudersi dinnanzi a cotanta competenza e non si poteva non considerare, non solo a sinistra, questa la scelta migliore che un sindaco potesse fare per Napoli.

- Raphael Rossi
In questi mesi ci siamo barcamentati tra mancanza di fondi, date e tappe fluttuanti per la partenza del porta a porta, ma di sicuro una linea certa c’è stata. L’Asia , che per la prima volta ha scommesso su una vera campagna mediatica e di comunicazione con la città, ha sempre detto chiaramente che la sua strategia è quella della differenziata spinta e del no all’inceneritore in città. Ma quanche dubbio ai più avveduti di noi era pur sempre venuto.
I più malfidati infatti si chiedevano come mai si sceglie di avere un “front man” così esposto e popolare mantendo al suo posto Daniele Fortini, l’uomo in perfetta continuità con il passato balzato alle cronache per aver gestito la fase in cui ASIA si sarebbe dovuta occupare della gestione diretta del Termovalorizzatore di Napoli est?
Come avrebbero fatto a convivere due personalità cosi forti come Sodano e Rossi senza prima o poi cozzare contro interessi e scelte contrastanti?
Fatto stà che la storia del sig. Rossi sino a qualche mese fà procedeva spedita nell’assolvimento della sua funzione di parafulmine tra navi che non arrivavano, raccolta porta a porta che non partiva e fondi regionali e governativi che un giorno c’erano e un giorno no.
Tutto questo sino ad una fredda mattina del nuovo anno, quando con l’atto procollo n°1 del 2012 il nostro eroe veniva sostituito dal suo incarico. Tra lo stupore collettivo dei cittadini normali , un pò tutti si è pensato come mai se un attacante lo paghi tanti soldi, fa goal ed è la bandiera della scuadra, si decide di mandarlo in tribuna?
Bhe, poi si scopre che forse la vicenda nonostante le goffe giustificazioni di “Gigino o’ sindaco” è molto più chiara di quello che si pensa e che si dice. E’ evidente , e scusate la brutalità, che chi pensa con la popria testa e ragiona di fatto fuori dalle logiche da cambiali elettorali non combacia con la realtà della rivoluzione arancione. Come in tutte le rivoluzioni, dopo la presa del potere, c’è l’esigenza di mantenerlo. E se per mantenerlo si bypassa quanche principio c’è la ragion di stato a giustificare il tutto.
E così come quegli intellettuali del novecento che prima si innamoravamo e decantavano i sani principi delle rivoluzioni, ne divernivano poi vittima e spediti come pacchi postali in vagoni piaombati verso ignote mete, con sù l’etichetta di nemici del popolo. Così si conclude la curiosa storia sotto il vessissillo della “Rivoluzione Restauratrice” che lo vede sostituire che un ottimo ma organico personaggio che sicuramente sarà più avvezzo alle logiche del Palazzo, mentre la propaganda di regime cerca di coprire il dissenso con il varo della prima nave arancione, nel senso che viene dall’ Olanda anche se visto il contenuto dovrebbe essere marrone, che porta idealmente a largo la crisi rifiuti.
A noi napoletani resta il risveglio condito con il caffè amaro della realtà di aver scoperto che anche dietro le rivoluzioni di dubbio gusto cromatico, si celano delle logiche molto meno discontinue dal passato che tutti troppo presto abbiamo dato per archiviato.