Napoli, tra città di legno e Luna Park annegata nella Camorra

La puzza di piombo nella nostra città concima i più  classici populismi che ammantano l’affanno culturale di questa città . Da qui la camorra non solo non è mai svanita ma non ha mai neanche mollato il timone del comando di interi quartieri della città . Ogni tanto ha fisiologicamente bisogno di assestamenti , di scosse , di ridimensionare qualche “capa vacante” , ma l’imminente e neanche silenzioso controllo che tiene non è mai stato in discussione.

Stamane in viaggio , leggo il teatrino delle considerazioni dei politici Napoletani , correzioni , improperi , raccomandazioni e vere e proprie perle di saggezza.
Intanto la città di “legno”, quella dura dei quartieri popolari che vive al di fuori del Luna Park turistico , annaspa e convive con il suo Tumore chiamato chiamato Camorra.

Quando si lasciano intere zone abbandonate al degrado , quando c’è gente che vive seppellita tra l’amianto o  costretta a circumnavigare i vicoli della città dopo una pioggia , non si può essere interlocutori credibili .

La guerra alla camorra non si combatte con opere pubbliche , ma senza di quelle la città diventa una spugna per l’anarchia .
Provate a chiedere ai bambini delle periferie come chiamano le forze dell’ordine : “è guardie”. La distorsione lessicale è figlia di una distorsione culturale . Lo stato è un nemico in divisa , qualcuno che ti è a guardia e per questo la sola risposta repressiva è solo un antipatico che calma il dolore senza rimuovere l’infezione .

Resto convinto che la camorra non la si vince se non si da a chi l’alimenta un motivo per non farlo.
Se non si garantiscono diritti , dignità , futuro , non si può pretendere che un ragazzo di 17 anni abbandonato a se stesso non abbracci il modello Gomorra.
La politica se non ha il coraggio di parlare con la gente , ascolti i Rapper Napoletani, legga i testi delle canzoni e rifletta .

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