A due anni da una delle pagine più buie della nostra della città, non possiamo non dimenticare, non possiamo non riflettere. Basta passeggiare per via argine e volgere lo sguardo lì dove sorgevano i campi per rendersi conto di quanto assurde erano le fobie le paure e le false promesse di chi tento di giustificare l’esasperazione del popolo di ponticelli. Il poveri delle baracche di cemento contro i poveri delle baracche di legno nel progrom della vergogna.
Passeggiando sembra ancora di tossire tra i fumi nero catrame delle baracche e dei pneumetici.
Passeggiando si risentono le urla feroci di chi festeggiava la cacciata del nemico che si trovava davanti casa senza guardare quello che ha da anni dentro casa e che è ancora lì.
Passeggiando sembra ancora di sentire la colla che imbrattò le mure di ponticelli per sostenere il manifesto della vergogna, sale sulle ferite di una comunità che si risvegliò razzista e xenofoba.
Poi le prese di distanza, le scuse, i distinguo, e tanti tanti compiacimenti detti sottovoce sul macipiede la domenica mattina.
Noi fummo contro tutto ciò, ci opponemmo e lottammo sino allo streguo delle nostre forze. Perdendo, Tutti!! da li ci siamo rialzati a fatica ma portiamo ancora le cicatrici di un taglio profondo che ci resterà per sempre. Di tutta quella storia ci sono stati vinti e nessun vincitore , ma non fummo e non siamo tutti uguali.









Guarda caso, ora su quei terreni parte il progetto NaplEst, con gli stessi attori di due anni fa…